“L’ottimismo non è uno stato d’animo assimilabile alla felicità, qualcosa che ci affranchi dai problemi dolorosi e dalle più grandi sofferenze della vita.

L’ottimismo è un esercizio attraverso il quale, partendo da una decisione consapevole, l’uomo si costruisce con disciplina e consapevolezza di se. L’ottimismo conduce a cogliere il senso della vita. Il contrario dell’ottimismo non è solo il pessimismo. E’ anche e forse soprattutto, il cinismo.

Vi chiederanno senz’altro cosa fate in questa associazione. Rispondete in tutta semplicità che insieme cominceremo una rivoluzione culturale, nient’altro che la rivoluzione culturale della fiducia nel futuro, quella fiducia da cui nascono il desiderio e il piacere di impegnarsi per far sì che domani il mondo sia più bello, più giusto, più umano di come è oggi.

Insieme daremo luogo alla rivoluzione culturale del realismo ottimista, la quale sceglierà la cooperazione in nome della fiducia e dell’abbondanza invece della competizione che trae origine dalla paura della penuria.

La fiducia è luminosa. È il contrario delle nostre paure, che vanno spesso di pari passo con l’ignoranza; in particolare la paura della diversità dell’altro, così lontano da noi sia socialmente che culturalmente, l’altro la cui pelle ha un colore diverso dal nostro, l’altro che non pratica la nostra stessa religione, l’altro che parla un’altra lingua.

La nostra associazione non cerca di convincere i pessimisti, gli scettici o i cinici di ogni sorta. Si rivolge alle persone che hanno optato per l’ottimismo, così che insieme aumentino la forza e l’efficacia dell’entusiasmo. Io credo, diceva Jean Rey, che lo spirito soffi sul mondo come il vento sul mare. Se vogliamo che lo spirito sia efficace dobbiamo spiegare la vela più grande e orientare la nostra barca nella giusta direzione.

Amichevolmente, Luc Simonet, fondatore Ottimisti Senza Frontiere“.